Fondazione Archivio Antonio Ligabue
Parma - Archivio dal 1983

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LA FONDAZIONE ARCHIVIO ANTONIO LIGABUE PARMA – ARCHIVIO DAL 1983 TROVA ORIGINE E CONTINUITÀ NELL’ATTIVITÀ PASSATA DEL CENTRO STUDI & ARCHIVIO ANTONIO LIGABUE.

 

Nato a Parma nel 1983 e presieduto da Augusto Agosta Tota, il Centro Studi sin dall’inizio ha perseguito, sempre con coerenza e con decisione, lo scopo di studiare la figura dell’artista, di proporne l’opera con criteri scientifici e rigorosi, oltre ed al di fuori del mito, per collocarlo, quando l’artista era considerato ancora marginale ed appartenente all’espressione estetica popolare, tra i più importanti maestri del XX secolo ed imporlo a livello internazionale: obiettivi tutti raggiunti dopo diversi decenni di intenso lavoro, creando rapporti e relazioni con istituzioni e uomini di cultura; sempre collaborando con enti pubblici, documentando rigorosamente con pubblicazioni complete e graficamente accurate sempre ogni mostra, coinvolgendo i maggiori intellettuali e studiosi non solo italiani, attraverso l’attività di editore di Augusto Agosta Tota, con la grafica di Franko Benedetti, ovviamente non rinunciando a collaborare con altri editori, ad incominciare con Franco Maria Ricci. 
Dal Centro Studi & Archivio Antonio Ligabue di Parma la Fondazione eredita come proprio patrimonio culturale, ideale e storicamente documentato: 

  •  un Archivio di documenti in copia sull’artista, che è un unico per l’assoluta completezza di documentazione, raccolta dal 1974 in poi. L’archivio comprende anche: tutte le rassegne stampa che hanno citato e citano l’artista; copia dei filmati originali su Ligabue, i libri - cataloghi e monografie - editi, nelle diverse lingue su di lui. 
  •  Il Comitato di studio, con le funzioni tradizionalmente esercitate. 
  •  Un’attività, negli anni di straordinaria rilevanza. 
  •  Eredita una definizione dell’opera dell’artista libera e rigorosa che lo ha definitivamente tolto dall’iniziale qualifica di naïf e criticamente ha elaborato, confrontando le varie metodologie storiche ed i vari risultati di pensiero, analisi, letture critiche, interpretazioni che ne hanno esaltato al massimo, in piena e totale libertà di confronto di tesi diverse, la grandezza dell’opera. Gli stessi titoli delle mostre, antologiche e commemorazioni, curati negli anni ci permettono di ricostruire il percorso interpretativo elaborato sull’artista, itinerario culturale di cui la fondazione è erede e deve essere continuatrice. 
  • Continuare inoltre la catalogazione delle opere di Ligabue, anche attraverso la registrazione dei passaggi di proprietà. 
  • Completare o integrare il tutto con ricerche storiche, documentarie ed estetiche su artisti spesso considerati marginali o posto al di fuori della linea maestra dell’accademismo estetico, che è tale anche quando sembra opporsi, con artisti popolari, come Ligabue e Ghizzardi, ma altri allora snobbati come Salvatore Fiume, di cui il CS&AL ha curato l’esposizione in URSS nel 1991 alla Galleria Tretiakov e a Gualtieri nel 1998, o Giorgio De Chirico illustratore di romanzi popolari (alla Versiliana nel 1988 e a Milano nel 1989), per fare un esempio. L’attività scientifica rigorosa ha sempre una ricaduta pratica, operativa e comunicativa, con esiti anche didattici. 
  • Riservando particolare attenzione al collezionismo privato, con schedature, catalogazioni e predisposizione di cataloghi particolari (come è il caso della eredità di arte contemporanea di Erminia Cremonesi, vedova di Angelo Moratti, di cui si sono esposte le opere più significative nelle mostre di Orzinuovi e Lignano Sabbiadoro). Ai collezionisti garantisce la storia di ciascuna opera e ne certifica la correttezza dell’autenticità.  
  • La costruzione di grandi mostre ed esposizioni direttamente ed in proprio sia in Italia che all’estero, sempre in luoghi pubblici prestigiosi.  
  • Continuare la promozione della comunicazione artistica con ogni mezzo.  
  • Promuovere e proporre la realizzazione di spettacoli teatrali quindi tournée in vari teatri non solo italiani. 
  • Ampliare collaborazioni editoriali. 
  • Fornendo collaborazione, scegliendo opere, garantendo i rapporti con i proprietari e prestando consulenza scientifica ed operativa ad istituzioni pubbliche che desiderino costruire mostre, esposizioni o iniziative con gli artisti già del Centro Studi (Barbara Sillari, Nerone, Afro Daolio, Carlo Baruffaldi, Mario Pavesi). 
  • La Fondazione come proprie finalità accoglie interamente l’eredità, culturale, promozionale, organizzativa, operativa e scientifica espletata in toto nei decenni dal Centro Studi & Archivio “Antonio Ligabue” di Parma di cui si considera, a tutti gli effetti e per qualsiasi scopo, sia erede che continuatrice, con la più ampia possibilità di azione possibile e sotto tutti i punti di vista, di azione in piena libertà operativa. 
  • La Fondazione detiene tutti i copyright delle iniziative, con qualsiasi mezzo ed in qualsiasi modo pubblicate e conservate delle iniziative fatte e realizzate in precedenza dal Centro Studio & Archivio Antonio Ligabue in Parma e della Augusto Agosta Tota editore. 
  • Ufficializzare ulteriormente, se possibile, e completare - o sottoporre di nuovo a verifica - il Catalogo Generale dei Dipinti di Ligabue, curato nel 2005 da Augusto Tota e Marzio Dall’Acqua, che dovrebbe e potrebbe essere arricchito ulteriormente anche con nuovi dipinti, ma ovviamente con la schedatura continua di sculture, disegni e incisioni di Ligabue, pubblicando infine i volumi sulle sculture, sui disegni e sulle incisioni. Ogni opera verrebbe corredata da una scheda completa identificativa, con anche annotate con precisione le vicende pregresse (autentiche, esposizioni, pubblicazioni, ecc.) con la puntuale indicazione del proprietario, della localizzazione dell’opera e, quindi, la registrazione degli eventuali possessori per eredità o per vendita. 
  • Dare, su richiesta, valutazioni economiche corrispondenti ai valori di mercato in una situazione così fluida e specifica come è quella dell’economia dell’arte. 
  • Continuare l’azione di catalogazione anche per altri artisti, con la curatela e la predisposizione alla pubblicazione di cataloghi generali, come è avvenuto con la prima Catalogazione Generale dell’opera del pittore, Pietro Ghizzardi (1906-1986), nel 2013 a cura di Augusto Agosta Tota e di Marzio Dall’Acqua, o di monografie, cataloghi di mostre o qualsiasi altra forma di comunicazione.  
  • Nell’ottica e continuazione delle eredità predette, anche dell’Augusto Agosta Tota editore, la Fondazione può fornire prestazioni oltre che alla catalogazione di collezioni d'arte private e pubbliche o relative a singoli artisti, nella editoria d'arte (cataloghi, monografie riviste, giornali), con l’esercizio di un vero e proprio studio grafico per grafica editoriale, grafica pubblicitaria, planning, grafica d'esposizione per mostre e fiere, servizi fotografici per opere d'arte: dipinti e sculture. 
  • Può dialogare, collaborare a livello nazionale, con Stati nazionali, organizzazioni internazionali, enti e istituzioni, nelle forme più libere per proporre, promuovere, sostenere e organizzare ogni forma di iniziative nell’ambito di questa continuità operativa, senza alcun vincolo locale. 


Ligabue e Augusto Agosta Tota

Lo stesso Augusto Agosta Tota ha un legame antico con Ligabue: risale ai primi degli anni Cinquanta, quando intorno all’artista si iniziava a costruire, dopo tanti stenti e sacrifici, una certa celebrità. Gli fece da mercante, stabilendo con lui, pur così scontroso e diffidente, legami d’amicizia più che di affari (un quadro del pittore si vendeva allora per quindici/ventimila lire). Oggi Agosta Tota è ben noto non solo in Italia, ma anche all’estero, come il più qualificato ambasciatore dell’artista. Ha impreziosito, suggerendo l’acquisto di opere di Ligabue, le più prestigiose collezioni private italiane, e con il Centro Studi da anni si è battuto per una valutazione critica completa dell’artista e per farlo conoscere in tutto il mondo: tra le numerose iniziative, le mostre di Toronto (’78) in concomitanza con “Il premio delle Americhe”, di Milano (’80) al Palazzo dell’Arengario, di Parigi (’82) e di Orzinuovi (‘83). Naturalmente le mostre e le diverse iniziative sono sempre state promosse con istituzioni ed enti pubblici, in sedi prestigiose pubbliche, arrivando a coinvolgere diversi Ministeri della Repubblica italiana da quello dei Beni Culturali, a quello degli Esteri, fino alla Presidenza del Consiglio dei ministri e i vertici di diverse Regioni e Comuni. 
 

Il centenario della nascita di Ligabue celebrato a Zurigo e Gualtieri

E’ proprio il successo della mostra di Orzinuovi (BS) nel 1983, nella quale si presentavano quaranta opere inedite - a documentare l’inizio di una catalogazione generale, durata decenni proprio per il rigore sempre perseguito. E’ stata anche l’occasione per creare il Centro Studi & Archivio Antonio Ligabue: una struttura privata che si è sempre mossa come un ente pubblico per garantire prima di tutto gli interessi dell’artista e il suo riconoscimento, senza condizionamenti e spesso scontrandosi con pregiudizi e malafede interessate ad altro. Con la nascita della Centro Studi l’attività si intensifica negli anni successivi, con le esposizioni di Cencenighe Agordino (’84), Lerici (’85), fino ad ottenere sempre maggiori riconoscimenti pubblici e critici e sempre più prestigiosi patrocini, a partire dall’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, e affiancando Ligabue ad artisti protagonisti del suo tempo: dalla mostra di Viterbo (’90) a quella di Dubai negli Emirati Arabi (’95) fino alla grande antologica itinerante del ’96 (Gualtieri, Cencenighe Agordino, Modena, Napoli) e alla serie di manifestazioni del 1999, centenario della nascita dell’artista, inaugurato con una grande mostra antologica a Zurigo in uno dei templi dell’arte contemporanea: il museo Kunsthaus Zürich, progettato da Karl Moser e Robert Curjel, e costruito nel 1910, per cui le opere di Ligabue potevano essere accostate ai capolavori posseduti dal museo: Edvard Munch, Alberto Giacometti, Johann Heinrich Füssli, Eugène Delacroix, Gustave Courbet, Édouard Manet, Camille Pissarro, Alfred Sisley, Pierre-Auguste Renoir, Edgar Degas, Georges-Pierre Seurat, Paul Signac, Paul Gauguin, Claude Monet, Vincent van Gogh, Marc Chagall, Pablo Picasso, Amedeo Modigliani, Giorgio De Chirico, Paul Klee e Georges Braque, per fare alcuni nomi. La mostra di Zurigo, inaugurata dall’ambasciatore italiano in Svizzera, davanti a circa duemila visitatori, ebbe un successo straordinario, che dopo Parigi, di cui si dirà ancora, riconfermava la statura europea dell’artista, la sua qualità di maestro originale, per cui, nella successiva grande antologica allestita nel Palazzo Bentivoglio di Gualtieri, una sezione della retrospettiva metteva i ritratti di Ligabue a confronto ed inseriti tra quelli dei più grandi artisti del Novecento italiano. All’inizio del nuovo millennio la stessa mostra viene trasferita a Roma, nei locali del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, nel complesso Monumentale di San Michele a Ripa Grande, appena restaurato, un tempo ospizio apostolico, una grande struttura architettonica sul porto di Ripa Grande, nata tra la fine del XVII e il XVIII secolo come struttura polifunzionale - orfanotrofio, ospizio e carcere - per ospitare bambini abbandonati e vecchi poveri, e anche come carcere minorile e carcere femminile. La mostra di Antonio Ligabue, inaugurata dal ministro per i Beni Culturali Giovanna Melandri, in coincidenza con il Giubileo del 2000, permetteva di far conoscere per la prima volta gli spazi recuperati del pontificio carcere minorile, costruito nel 1704 da Carlo Fontana, su ordine di Clemente XI, la prima struttura della storia per questa funzione. 
 

Ligabue e altri protagonisti dell’arte e della cultura contemporanei

Antonio Ligabue viene consacrato sempre dal Centro Studi con una selezione di capolavori, magistralmente riprodotti in Toni, una lussuosa edizione di Franco Maria Ricci, presentata nel 2001 nella Casa del Mantegna di Mantova e ad Arezzo nella Galleria d’arte Contemporanea (2002). Franco Maria Ricci, che come editore aveva pubblicato una fondamentale monografia nel 1967 su Ligabue e che più di una volta, negli anni, aveva dedicato libri, anche in francese, spagnolo e tedesco all’artista, inizia con la mostra di Mantova una collaborazione sia con il Centro Studi che con la Casa editrice Augusto Agosta Tota, che si riproporrà nei decenni successivi, come si vedrà. Nel 2003, Ligabue torna ad Orzinuovi dopo vent’anni dalla prima grande antologica del 1983 affiancato da due grandi personaggi che tanto influirono sulla sua vicenda artistica: Marino Renato Mazzacurati e Cesare Zavattini. Un percorso che il Centro Studi e Augusto Agosta Tota hanno seguito con passione, dedizione, capacità professionale: un amore per l’arte che li ha portati ad estendere cura e attenzione anche ad altri grandi artisti italiani, con le mostre, tra gli altri, di Giorgio De Chirico (La Versiliana - 1988, e Milano - 1989) e le grandi rassegne dedicate a Salvatore Fiume a Mosca e Leningrado (1991) e l’antologica a Gualtieri (1998) ad un anno dalla morte. 


La schedatura dell'opera pittorica

Nel 2005, dopo anni di ricerche e di studio viene realizzata dal Centro Studi la pubblicazione del “Catalogo Ragionato dei Dipinti di Ligabue” a cura di Augusto Agosta Tota e Marzio Dall’Acqua, in due tomi, nei quali alla lettura delle singole opere - realizzata da una squadra di ‘schedatori’ di eccellenza - si unisce la restituzione filologica dei passaggi di proprietà e della bibliografia, integralmente da attribuire alla segreteria scientifica del Centro Ligabue. Un esame così attento dell’intera produzione pittorica nota - 868 dipinti - ha comportato come primo fondamentale risultato una più corretta datazione e comprensione di numerosissimi dipinti ed una molto più sicura definizione dei tre canonici periodi di attività dell’artista. Sempre più fortemente muta il panorama di sensibilità e di cultura che Ligabue ha potentemente contribuito a delineare nella pittura italiana del ’900; ed è questo il vero e più grande risultato ottenuto nei decenni dal Centro Studi attraverso, non solo un lavoro rigorosamente scientifico di lettura dell’artista, della sua vita e delle sue relazioni, culminato nel 2015 con la collaborazione con l’editore Castelvecchi di Roma per la pubblicazione della monografia di Marzio Dall’Acqua Ligabue, ma nel superare pregiudizi e preclusioni infondate sulla qualità delle sue opere, per cui oggi è tranquillamente e pacificamente considerato uno dei grandi maestri protagonista dell’arte europea, confrontabile con i migliori, proprio per merito dell’impegno intelligente e costante del Centro di Parma. Nel 2005 viene inoltre commemorato il quarantesimo anniversario della morte di Antonio Ligabue con la mostra ufficiale a Cencenighe Agordino, luogo natale della madre, dal 27 Maggio al 25 Settembre. 


Successi sempre più prestigiosi

Ligabue torna a Milano, nel 2008, dopo quasi trent’anni dalla prima mostra che si era tenuta al Palazzo dell’Arengario in piazza Duomo (1980), presso la prestigiosa sede di Palazzo Reale. L’esposizione dal titolo Antonio Ligabue. L’arte difficile di un pittore senza regola, dal 20 giugno al 4 novembre, a cura di Augusto Agosta Tota, può essere definita la più grande mostra mai realizzata su Ligabue: oltre 250 opere di cui ben 215 dipinti a olio - quindici dei quali inediti. Nel 2009 il Centro Studi partecipa, nel ruolo di consulente scientifico, alla mostra dal titolo Arte, Genio e Follia dal 30 gennaio al 25 maggio, a Siena; il progetto, promosso dal Comune di Siena e curato dalla Fondazione Mazzotta di Milano, intende affrontare il tema del rapporto arte-psicopatologia alla luce dei classici studi di matrice fenomenologica. In mostra opere di Messerschmidt, Van Gogh, Munch, Kirchner, Picasso, De Chirico, Max Ernst solo per citare alcuni nomi. Ligabue è presente con tredici tele tra le più suggestive e significative. 


Trenta anni dopo lo sceneggiato RAI: ancora Nocita e Bucci

Nel 2009, il Centro Studi ha cooprodotto con Rai Trade e Officina della Comunicazione un film documentario del regista Salvatore Nocita dal titolo Antonio Ligabue: fiction e realtà, con la presenza di Flavio Bucci in qualità di narratore. Il film è stato presentato in anteprima mondiale al Festival Internazionale del Film di Roma (15-23 ottobre 2009) e ha partecipato al “Film, Fashion and Art Fest” di Los Angeles (28 febbraio - 6 marzo 2010). Il filmato in dvd è stato distribuito nelle edicole, nel mese di ottobre dal gruppo editoriale Repubblica l’Espresso. Sede del Festival (oggi Festa del Cinema), nato nel 2006, erano e sono gli spazi dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, realizzato da Renzo Piano, considerato come prima struttura culturale europea per numero di visitatori e come seconda al mondo dopo il Lincoln Center di New York. In questo vasto complesso di strutture destinate a diverse funzioni, tra la sala Santa Cecilia e la sala Sinopoli, sono visibili i resti della villa romana venuti in luce durante la costruzione del complesso (la cui scoperta comportò una sostanziale modifica del progetto originario di Piano), i cui reperti sono esposti in un piccolo museo ricavato sotto la cavea. In questo spazio museale, in contemporanea con il Festival, il Centro studi ha organizzato la mostra con 80 dipinti intitolata: "Antonio Ligabue: espressionista contemporaneo" ed inaugurata dall’ex presidente della Repubblica Luigi Scalfaro. Non era prima volta che veniva realizzata una collaborazione con il regista Salvatore Nocita e con l’attore Flavio Bucci, indimenticato interprete di Ligabue nello sceneggiato RAI del 1978 su sceneggiatura di Arnaldo Bagnasco e Cesare Zavattini, poiché allorché da quelle tre puntate televisive, che vinsero a Montreal il “Premio delle Americhe” per gli sceneggiati TV, fu tratto un film per essere trasmesso nelle sale normali, in occasione della prima assoluta in Francia, nel 1982, Augusto Agosta Tota in collaborazione con Marzio Dall’Acqua organizzò una grande mostra a Parigi con due sedi contemporanee, il Centro Culturale Italiano e la Galerie Ratié, che presentò Ligabue, salutato con un titolo a nove colonne da “Le Figaro”: Ligabue, la differénce, ovviamente rispetto a Van Gogh al quale spesso, a proposito o no, è stato accostato. Al ritorno delle opere in Italia, una sosta espositiva nella sede del Parlamento Europeo a Strasburgo. Furono le accoglienze ricevute durante queste manifestazioni che gettarono i germi per costruire, l’anno successivo un Centro Studi & Archivio che studiasse, coinvolgendo i maggiori critici e studiosi contemporanei, la figura dell’uomo e l’opera dell’artista Ligabue, che venne, come detto, fondato nel 1983.
 

Percorso critico per definirne l’arte: l’approfondimento della follia

Nel 2010 il Centro Studi tiene a Firenze presso la Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti la mostra RUGGITO. Antonio Ligabue: la lotta per la vita (30 ottobre 2010 - 16 gennaio 2011), che isola e mette a confronto una serie di capolavori che documenta la visione esistenziale della concezione vitale dell’artista. Proprio questa mostra inaugura una serie di esposizioni, come sempre documentate, discusse e studiate in specifici cataloghi, sul tema affascinante della “follia” dell’artista, ad incominciare nel 2011 dall’antologica intitolata Antonio Ligabue. La follia del genio presso la Fondazione Magnani Rocca di Mamiano di Traversetolo (Parma), in cui, dal 12 marzo al 26 giugno vennero presentate circa 150 opere tra oli, disegni, sculture e incisioni. In quell’occasione è stato presentato al pubblico lo spettacolo scritto da Elisabetta Salvatori con Marzio Dall’Acqua e recitato dall’autrice con regia di Flavio Bucci, il cui testo è stato edito da Augusto Agosta Tota: Delicato come una farfalla fiero come un'aquila - Il mondo libero di Antonio Ligabue. Pieno riconoscimento esterno dei risultati critici ed interpretativi conseguiti negli anni dal Centro e dai suoi collaboratori scientifici, nel 2012, è stata la richiesta di partecipazione con il prestito di opere di Ligabue alla mostra Novecento italiano. Passione e collezionismo – tenutasi al Museo Civico di Bassano del Grappa dal 20 ottobre al 20 gennaio 2013 –, e nel 2013 alla mostra Borderline, artisti tra normalità e follia che si tiene al MAR di Ravenna dal 17 febbraio al 16 giugno a cura di Claudio Spadoni per la sezione dedicata a Ligabue. Dall’ 11 luglio al 6 ottobre 2013 il Centro Studi collabora per la mostra Ligabue “Toni” e la sua arte nel racconto di Cesare Zavattini che si tiene a Riccione presso Villa Franceschi Galleria d’arte moderna e contemporanea e Villa Mussolini. Nell’ambito degli itinerari culturali patrocinati da Expo Milano 2015 il Centro Studi partecipa a tre eventi di notevole rilevanza culturale: - Museo della Follia. Antonio Ligabue-Pietro Ghizzardi, a Palazzo della Ragione di Mantova (18 maggio 2015 - 10 gennaio 2016). La rassegna, prodotta dalla Regione Lombardia e curata da Vittorio Sgarbi in qualità di “Ambasciatore Expo alle Belle Arti”, è organizzata da Augusto Agosta Tota. - Arte e Follia. Antonio Ligabue-Pietro Ghizzardi è il titolo della mostra, curata da Vittorio Sgarbi e organizzata da Augusto Agosta Tota, presso il Labirinto di Franco Maria Ricci (28 maggio - 31 ottobre 2015) a Fontanellato di Parma dove sono stati esposti 30 capolavori di Antonio Ligabue e 48 dipinti di Pietro Ghizzardi. - Il tesoro d’Italia a cura di Vittorio Sgarbi presso lo spazio Eataly all’Expo di Milano. In questa mostra il Centro Studi espone un’opera di Ligabue e una di Ghizzardi a rappresentare rispettivamente l’Emilia-Romagna e la Lombardia. Il tema viene ripreso ed approfondito nel 2016 nella mostra Museo della Follia. Antonio Ligabue-Pietro Ghizzardi, a Catania presso Castello Ursino dal 22 aprile 2016 al 12 febbraio 2017, e nella contemporanea esposizione dal titolo Arte e Follia. Antonio Ligabue-Pietro Ghizzardi che viene organizzata dal Centro Studi a Gualdo Tadino (PG) dal 18 aprile al 30 ottobre 2016. 
 

la nostra fondazione Archivio Antonio Ligabue Parma – Archivio dal 1983 è partner per diversi eventi concordati di volta in volta con la Fondazione Cavallini Sgarbi.

Alleanza di cultura e per la cultura, quella tra la Fondazione Cavallini - Sgarbi e la Fondazione Archivio Antonio Ligabue Parma, che si è formalizzata recentemente ma che ha premesse lontane. Innanzitutto in una intensa collaborazione più che decennale con Vittorio Sgarbi, anima della Fondazione, che ha portato a mostre importanti, dove Ligabue è stato accostato a Ghizzardi, come quella al Labirinto della Masone di Franco Maria Ricci a Fontanellato nel 2015, come nell’esposizione del “Museo della Follia”, creato da Sgarbi, prima a Mantova, al Palazzo della Ragione e poi a Castello Ursino di Catania, ed infine la rassegna di Gualdo Tadino del 2016. Entrambe le istituzioni hanno lo scopo di basare la propria attività sui “metodi della ricerca”, hanno un progetto propositivo di educazione alla bellezza e alla qualità artistica, una particolare attenzione al collezionismo, si rapportano, ad ampio spettro, con l’esterno con esposizioni, mostre, conferenze eventi e quanto possa permettere il raggiungimento dei fini di diffondere la cultura e la conoscenza artistica mantenendo comunque ciascuna la propria autonomia potendo operare disgiuntamente.


COMITATO DI STUDIO

PRESIDENTE

Vittorio Sgarbi
 

DIRETTORE

Marzio Dall'Acqua

COMITATO

Pascal Bonafoux, storico dell’arte
Gianni Calloni, avvocato e scrittore
Luigi Cavallo, critico d’arte
Marzio Dall’Acqua, storico dell’arte
Dalia Gallico, presidente corso di laurea, curatore
Gustavo Marchesi, scrittore e critico musicale
Renzo Margonari, critico d’arte
Gabriele Mazzotta, editore
Gianfranco Negri-Clementi, avvocato e art advisor
Carlo Arturo Quintavalle, storico dell'arte
Franco Maria Ricci, editore
Michele Saponara, avvocato e consigliere Expo Milano 2015
Marco Scansani, storico dell'arte
Vittorio Sgarbi, critico d’arte



info@fondazionearchivioligabue.it